Leggenda Berbera

Nascita del gatto e del topo

Un giorno un leone incontrò un cinghiale.
Il leone aveva una bella pelliccia rossastra e un paio di baffi che erano il suo orgoglio.
Il cinghiale, invece, era scuro, di pelo corto; aveva il muso appuntito e due zanne bianche di cui andava molto fiero.
“Io sono molto più bello e più forte di te!” si vantò subito il leone scuotendo la sua criniera.
Il cinghiale rise mostrando le sue zanne affilate. “Non ti consiglio di mettermi alla prova”, disse, “ho la pelle dura io e non temo i tuoi artigli.”
“Dunque non mi temi?” domandò sorpreso il leone, abituato a essere rispettato da tutti gli animali.
“Perché dovrei temerti?” incalzò il cinghiale. “Se starnutissi, dalle mie narici uscirebbe un animale che ti farebbe fuggire.”
“E allora starnutisci”, disse il leone, “dopo starnutirò io.”
Il cinghiale puntò le zampette, inarcò la groppa, fece vibrare il suo codino, e finalmente starnutì.
Dalle sue narici uscì un animaletto nericcio, col musino a punta e una codina fina fina. Era il topo, che gli somigliava.
Ed ecco il leone scuotere la criniera e starnutire impetuosamente. Dalle sue narici uscì fuori un animale peloso, ornato di artigli. Era il gatto, che gli somigliava.
Il topo a quella vista fuggì via, ma il gatto lo inseguì, fino a che il topo non sparì dentro un buco.
“Hai visto, presuntuoso?” domandò il leone al cinghiale. “Il tuo starnuto si è dovuto nascondere per non essere divorato dal mio.”

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