LEGGE REGIONALE 7 aprile 2000, n. 27

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Art. 6
Anagrafe canina
1.In ogni Comune è istituita l’anagrafe dei cani. I Comuni provvedono ad istituire apposita registrazione degli estremi del codice di identificazione dei cani, del loro stato segnaletico e delle generalità del proprietario.
2.Ciascun Comune è tenuto a trasmettere quindicinalmente alle strutture di ricovero di riferimento ed al Servizio veterinario dell’Azienda Unità sanitaria locale l’elenco dei cani iscritti all’anagrafe. Gli elenchi anagrafici sono a disposizione, per consultazione, dei membri del Comitato provinciale e degli addetti alla vigilanza ed al controllo.
3.L’iscrizione dei cani già identificati mediante tatuaggio o microchip va effettuata utilizzando lo stesso codice identificativo.
4.La Regione, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, definisce i criteri per l’attuazione
dell’identificazione dei cani mediante microchip, in sostituzione del tatuaggio, nonché i criteri per la realizzazione di una base dati informatizzata, a livello regionale e provinciale, delle anagrafi canine comunali.
Art. 7
Iscrizioni
1.I proprietari di cani, gli allevatori ed i detentori di cani a scopo di commercio sono tenuti ad iscrivere i propri
animali all’anagrafe canina del Comune di residenza.
2.I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti all’iscrizione entro trenta giorni dalla nascita dell’animale o da quando ne vengano, a qualsiasi titolo, in possesso.
3.Fatti salvi eventuali problemi di ordine sanitario singolarmente comprovati, non c’è limitazione numerica di
detenzione di animali per singolo proprietario. Al proprietario compete assicurare a ciascun animale le condizioni di benessere e sanità, ed osservare le comuni norme d’igiene generale della collettività sociale, condominiale o turistica.
4.Gli allevatori ed i detentori di cani a scopo di commercio hanno, in ogni caso, l’obbligo di tenere un apposito registro di carico e scarico degli animali e sono altresì tenuti a rilasciare regolare e contestuale ricevuta, con la descrizione dell’animale ed i suoi dati identificativi, al destinatario della cessione o vendita, oltre a segnalare le
cessioni o le vendite di cani ai Comuni di residenza degli acquirenti o destinatari, entro sette giorni dall’avvenuta
cessione. Il Comune deve rilasciare apposita ricevuta dell’avvenuta comunicazione. Soggiacciono alle presenti
disposizioni anche i cuccioli.
Art. 8
Norme per l’identificazione
1.I Comuni, all’atto dell’iscrizione di un cane all’anagrafe canina, assegnano all’animale un codice di riconoscimento che contraddistingua, in modo specifico e senza duplicazione, ciascun cane e rilasciano documentazione ufficiale comprovante l’avvenuta iscrizione. Tale documentazione dovrà essere custodita dal proprietario per l’esibizione agli addetti alla vigilanza ed al controllo.
2.I cani sono identificati con il codice di riconoscimento, mediante tatuaggio indelebile impresso sulla faccia interna della coscia destra o sul padiglione auricolare destro, fino all’entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 6, oppure mediante l’introduzione sottocutanea di un microchip di riconoscimento, oppure mediante altri metodi ufficialmente riconosciuti dal Ministero della Sanità e dalla Regione Emilia-Romagna.
3.Le operazioni di tatuaggio o l’inserimento sottocutaneo del microchip sono eseguite dai Servizi veterinari delle Aziende Unità sanitarie locali, o da veterinari liberi professionisti e devono essere eseguite in modo indolore e tale da non recare danno all’animale. Qualora, per qualsiasi motivo ed in qualsiasi momento il codice tatuato dovesse risultare illeggibile, il proprietario, o chi esercita la patria potestà in caso di proprietario minorenne, è tenuto a fare ritatuare l’animale o a fare sostituire il codice con l’inserimento di microchip. Parimenti, qualora il microchip inserito risultasse indecifrabile, il proprietario è tenuto a procedere ad una reiscrizione all’anagrafe e conseguente reidentificazione dell’animale.
4.Le caratteristiche del codice di riconoscimento, le procedure ed i tempi per l’identificazione degli animali, mediante microchip, sono stabiliti dalla Giunta regionale con proprio provvedimento, da emanarsi entro quattro mesi dall’entrata in vigore della presente legge. Tale provvedimento dovrà prevedere anche l’onere da porsi a
carico del proprietario per l’identificazione dei cani.
Art. 9
Deroghe
1.Sono esentati dall’obbligo dell’iscrizione all’anagrafe canina i cani di proprietà delle forze armate e dei corpi di
pubblica sicurezza.
2.Fatta salva l’iscrizione all’anagrafe, sono esentati dall’identificazione, mediante tatuaggio o microchip, i cani già tatuati per effetto dell’iscrizione ai libri genealogici ufficiali di razza ed i cani per i quali il veterinario curante rilasci certificazione scritta d’incompatibilità al
l’applicazione del tatuaggio o microchip per cause fisiche.
Art. 10
Casi di smarrimento
1.Lo smarrimento o la sottrazione di un cane devono essere segnalati dal detentore, entro tre giorni, al Comune competente. Il Comune trasmette la segnalazione ai servizi per il controllo della popolazione canina.
Art. 11
Casi di cessione o morte dell’animale o cambiamenti di residenza del proprietario
1.I proprietari di cani sono tenuti a segnalare, entro quindici giorni, ai Comuni interessati, la cessione definitiva o la morte dell’animale, nonché eventuali cambiamenti della propria residenza. L’iscrizione del cane all’anagrafe canina del Comune di nuova residenza del proprietario non comporta la modifica del codice di riconosci
mento con il quale il cane è identificato.
Art. 12
Casi di rinuncia alla proprietà
1.È fatto divieto a chiunque di abbandonare cani, gatti o qualsiasi altro animale. Nel caso di cucciolate indesiderate
o di rinuncia alla proprietà, l’interessato è tenuto a darne comunicazione al Comune che dispone affinché gli animali siano trasferiti alle strutture di ricovero. Nel caso la rinuncia alla proprietà, anche di cucciolate, dovesse risultare ripetitiva e non supportata da inderogabili necessità, l’autorità competente emetterà motivato provvedimento che vieti la detenzione di cani e gatti all’interessato.
2.Sono equiparati all’abbandono: il mancato ritiro dei cani nei casi previsti al successivo art. 17, la mancata
comunicazione al Comune nei casi di rinuncia alla proprietà, la mancanza palese di custodia degli animali posseduti.

Continua…

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