LEGGE REGIONALE 7 aprile 2000, n. 27

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Art. 20
Norme igienico-sanitarie
1.Nelle strutture di ricovero per cani e gatti, pubbliche o private, devono essere assicurati il rispetto delle garanzie
igienico-sanitarie e la tutela del benessere degli animali.
2.Nelle strutture di ricovero per cani e gatti deve essere garantita l’assistenza veterinaria per effettuare interventi
terapeutici, chirurgici, vaccinazioni e soppressioni eutanasiche ai sensi dell’art. 22, nonché per interventi in caso d’urgenza.
3.Le Aziende Unità sanitarie locali esercitano il controllo sanitario sulle strutture di ricovero, al fine di verificarne
la rispondenza igienico-sanitaria e svolgono altresì le funzioni a loro demandate in materia di profilassi e polizia
veterinaria.
4.Le spese per l’effettuazione delle prestazioni di cui al comma 2, nonché, in genere, per i farmaci, i vaccini ed il
materiale ambulatoriale, sono a carico dei Comuni o dei gestori.
Art. 21
Aree di sgambamento
1.Le amministrazioni comunali, ove necessario, predispongono la realizzazione nel proprio territorio di aree di sgambamento, debitamente recintate e servite, ove i cani possano essere lasciati liberi da guinzaglio in condizioni di sicurezza.
Art. 22
Condizioni per la soppressione
1.I cani catturati, ritrovati e quelli ricoverati a seguito di rinuncia della proprietà, non devono essere soppressi,
salvo i casi di cui al successivo comma 3.
2.I cani ed i gatti catturati, o comunque provenienti da strutture di ricovero, non possono essere usati a scopo di
sperimentazione.
3.La soppressione dei cani e dei gatti, fatto salvo quanto previsto agli articoli 86, 87 e 91 del Regolamento di
polizia veterinaria approvato con D.P.R. n. 320 del 1954, è consentita esclusivamente per motivi di grave e incurabile malattia o di comprovata pericolosità.
4.Alla soppressione provvedono, in modo eutanasico e
previa anestesia, esclusivamente i medici veterinari.
5.È comunque vietata la soppressione dei cani e dei gatti al di fuori dei casi previsti dal presente articolo, nonché dall’art. 25.
6.Chi per errore od involontariamente uccide un cane identificato deve darne segnalazione entro cinque giorni al
Sindaco del Comune del territorio in cui è avvenuto il fatto.
Art. 23
Limitazione delle nascite
1.Gli interventi per la limitazione delle nascite dei cani e dei gatti sono eseguiti esclusivamente da medici veterinari, con modalità atte a garantire il benessere degli animali.
2.Le Aziende Unità sanitarie locali, in collaborazione con le associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1, sentito l’Ordine provinciale dei medici veterinari, organizzano ed attuano programmi per la limitazione delle nascite.
3.Gli interventi per la limitazione delle nascite, previsti dai programmi di cui al comma 2, sono effettuati presso gli
ambulatori dei Servizi veterinari, se esistenti, presso gli ambulatori annessi alle strutture di ricovero, presso gli
ambulatori convenzionati. Gli interventi sono eseguiti dai veterinari dipendenti dall’Azienda Unità sanitaria locale, qualora tale attività sia compatibile con lo svolgimento delle funzioni ad essi assegnate dalla normativa vigente, dai veterinari addetti all’assistenza veterinaria presso le strutture di ricovero e da veterinari liberi professionisti convenzionati.
Art. 24
Vigilanza contro il maltrattamento degli animali
1.I Comuni e le Aziende Unità sanitarie locali esercitano le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza di leggi e regolamenti in materia di protezione degli animali.
2.Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, i Comuni si avvalgono dei servizi per la protezione ed il controllo della popolazione canina, nonché della collaborazione dell’ENPA e delle altre associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1, secondo quanto disposto dal comma 3 dell’art. 14.
3.È fatto divieto di detenere animali a chiunque sia stato riconosciuto colpevole di reato di maltrattamento e crudeltà nei confronti di animali.
Art. 25
Cani inselvatichiti. Interventi
1.Le Province, sulla base delle indicazioni fornite dai Comitati di cui all’art. 3, attuano interventi per la progressiva riduzione, mediante cattura, del numero dei cani inselvatichiti e di quelli randagi in ambiente silvestre. Tali interventi sono effettuati da personale specificamente specializzato ed addestrato.
Art. 26
Contributi
1.Al fine di tutelare il patrimonio zootecnico, la Regione indennizzerà gli imprenditori agricoli per le perdite di
capi di bestiame causate da cani randagi od inselvatichiti o da altri animali predatori, se accertate dalla Azienda
Unità sanitaria locale competente per territorio.
2.La misura del contributo e le modalità per l’erogazione sono definite, su proposta della Giunta, con provvedimento del Consiglio regionale.
Art. 27
Aggiornamento e formazione del personale
1.Le Province, d’intesa con i Comuni, le Aziende Unità sanitarie locali e le associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1, con il coordinamento della Regione, organizzano corsi di istruzione ed aggiornamento per il personale addetto ai servizi per la popolazione canina e felina, per gli addetti alle strutture di ricovero e custodia dei cani e per il personale adibito, in ambiente silvestre, alla lotta ai cani inselvatichiti e randagi.
Art. 28
Partecipazione dei privati
1.I Comuni possono prevedere l’introito di contributi volontari dei cittadini per la realizzazione delle finalità della presente legge.
Art. 29
Protezione dei gatti
1.I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di
allontanarli dal loro habitat. S’intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio,
urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina,
indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini.
2.Per favorire i controlli sulla popolazione felina i Comuni, d’intesa con le Aziende Unità sanitarie locali e con la
collaborazione delle associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1, provvedono a censire le zone in cui esistono colonie feline.
3.Le associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 possono richiedere al Comune, d’intesa con l’Azienda Unità sanitaria
locale, la gestione delle colonie feline, per la tutela della salute e la salvaguardia delle condizioni di vita dei gatti,
previa stipula di apposita convenzione.
4.La cattura dei gatti che vivono in stato di libertà, consentita solo per comprovati motivi sanitari e viene effettuata dai servizi per la protezione ed il controllo della popolazione canina e felina o da volontari delle associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1.
5.I gatti in libertà sono sterilizzati dai Servizi veterinari dell’Azienda Unità sanitaria locale competente per territorio, secondo i programmi e le modalità previsti all’art. 23. I gatti sterilizzati, identificati con apposito
contrassegno o tatuaggio al padiglione auricolare destro, sono reinseriti nella loro colonia di provenienza e nel
loro habitat originario.
6.Le strutture di ricovero per gatti sono riservate a felini con accertate abitudini domestiche, non inseribili in
colonie feline. I Comuni devono prioritariamente favorire e tutelare le colonie feline.
7.La soppressione dei gatti che vivono in stato di libertà può avvenire solo alle condizioni e con le modalità di cui
al comma 4 dell’art. 22.
Art. 30
(già modificato comma 1 da art. 2 L.R. 13 novembre 2001 n. 38; poi sostituito articolo da art. 42 L.R. 23 dicembre 2004 n.27)
Sanzioni
1.Fatta salva la denuncia all’Autorità giudiziaria nei casi espressamente previsti come reato dall’ordinamento dello
Stato, chi contravviene alle disposizioni di cui alla presente legge è passibile delle seguenti sanzioni amministrative:
a) da 77 Euro a 232 Euro per violazione delle norme di cui all’articolo 7;
b) da 51 Euro a 154 Euro per la mancata osservanza delle norme di identificazione di cui all’articolo 8, commi 1 e 2 ed all’articolo 17;
c) da 516 Euro a 1.549 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 7, comma 4;
d) da 51 Euro a 154 Euro per la violazione delle norme di cui agli articoli 10 e 11 e all’articolo 22, comma 6;
e) da 1.032 Euro a 5.164 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 12;
f) da 516 Euro a 1.549 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 15;
g) da 1.549 Euro a 5.164 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 22, commi 1, 2, 3, 4 e 5 e all’articolo 29;
h) da 258 Euro a 1.549 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 8, comma 3.
2.Gli importi delle sanzioni di cui al comma 1 sono riscossi dai Comuni ed acquisiti ai relativi bilanci con destinazione alle finalità della presente legge.
3.Gli importi delle sanzioni di cui al comma1, lettera f) spettano alle Aziende Unità sanitarie locali.
Art. 31
Norma finanziaria
1.Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge provvedono i Comuni, le Province e le Aziende Unità sanitarie locali, ciascuno per la parte di propria competenza.
2.Per la costruzione e la ristrutturazione di strutture di ricovero per cani e gatti, al servizio di più Comuni, la Giunta regionale è autorizzata a corrispondere contributi fino ad un massimo del cinquanta per cento della spesa
sostenuta.
3.Agli oneri di cui al comma precedente, nonché a quelli in applicazione del precedente art. 26, l’Amministrazione
regionale fa fronte con l’istituzione di appositi capitoli, nella parte spesa del Bilancio regionale, che verranno
dotati della necessaria disponibilità in sede di approvazione della Legge finanziaria regionale, adottata in coincidenza con l’approvazione della Legge annuale di bilancio o di variazione generale al bilancio, ai sensi dell’art. 13 bis della Legge Regionale 6 luglio 1977, n. 31.
Art. 32
Abrogazioni
1.Sono abrogate le seguenti leggi regionali:
a) L.R. 25 febbraio 1988, n. 5, recante: “Norme per il controllo della popolazione canina”;
b) L.R. 7 ottobre 1994, n. 41, recante: “Definizione di nuove norme per la tutela ed il controllo della popolazione canina e felina. Modifiche ed integrazioni alla L.R. 25 febbraio 1988, n. 5, recante ‘Norme per il controllo della popolazione canina’”.

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