Polar Bear Hotel

In Cina è stato inaugurato il primo Polar Bear Hotel. Avete capito bene: un albergo che fa degli orsi polari vivi la sua attrazione principale. La struttura, che ha aperto le sue porte lo scorso venerdì, sorge all’interno del parco tematico di Harbin Polarland, nella provincia di Heilongjiang. Una vera e propria condanna per i poveri orsi polari che, tra l’altro, sono una specie in via d’estinzione, sempre più ridotta allo stremo a causa dei cambiamenti climatici e del conseguente scioglimento dei ghiacciai. “Le lacune nella legge cinese sulla protezione della fauna selvatica consentono alle aziende di sfruttare gli animali senza alcuna preoccupazione per il loro benessere” ha spiegato un portavoce di China Animal Protection Network.

L’orso polare è un grande viaggiatore in quanto è sempre in movimento alla ricerca di cibo ed è capace di percorrere anche 1000 km lungo la banchisa polare. Sono inoltre abilissimi nuotatori e possono percorrere lunghi tratti sott’acqua alla ricerca del cibo. 

Tenerli detenuti in uno spazio così piccolo e innaturale, (se pensiamo che ci sono finti ghiacciai, finte prede) comprometterebbe la loro salute psico fisica… Tutto questo è inaccettabile, è un vero orrore… FERMIAMO TUTTO QUESTO FIRMATE LA PETIZIONE! 

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500 alberi ed essenze a Roma

nel Parco regionale urbano del Pineto

Oltre 500 alberi e essenze saranno piantati nel Parco regionale urbano del Pineto nell’ambito della campagna Inspiring World 2019 . Al via oggi le prime piantumazione nell’area verde di Roma.

Saranno oltre 500 gli alberi tra lecci, querce, farnie e carrubo, cespugli tipici della macchia mediterranea, come corbezzoli, ginestre, mirto, e essenze officinali come rosmarino, lavanda e salvia ad essere piantati nel Parco regionale urbano del Pineto, gestito da RomaNatura.
Un’azione importante per l’ambiente e per il clima nata nell’ambito della campagna di filantropia Inspiring World 2019 della ex C&A Foundation, ora integrata nella Laudes Foundation, che ha coinvolto i dipendenti del fashion retailer C&A nella scelta di un progetto virtuoso di tutela dell’ambiente, ed è stata realizzata dal Comitato Parchi per Kyoto – costituito da Federparchi – Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente.

L’obiettivo è quello di riforestare un’area situata al centro di una grande metropoli come Roma, apportando benefici in termini di contrasto ai cambiamenti climatici, accrescendo la biodiversità locale e migliorando la qualità degli habitat, grazie alla scelta di specie autoctone di tipo arboreo-arbustivo che ricreeranno la macchia mediterranea.

Gli alberi, infatti, riducono le emissioni di COin atmosfera, rimuovono le polveri sottili causate dal traffico e dal riscaldamento, mitigano le ondate di calore sempre più frequenti, attutiscono i rumori fino al 70%. Le prime piantumazioni prederanno il via oggi in occasione della giornata di azione per il clima e proseguiranno nel week-end per celebrare la giornata internazionale delle foreste (21 marzo), lanciata dalle Nazioni Unite per incoraggiare i governi ad includere la riforestazione nelle loro strategie nazionali e ad aumentare la consapevolezza tra i cittadini di come le aree verdi siano un luogo di recupero e benessere.

E in questo week- end “speciale” dedicato al clima e alle foreste i promotori della campagna lanciano anche un messaggio chiaro: occorre agire subito per fermare l’emergenza climatica anche utilizzando le risorse messe a disposizione con il Next Generation EU per delle vere politiche di transizione ecologica.

“Le foreste urbane e gli spazi verdi – spiega Francesco Ferrante, Presidente del Comitato Parchi per Kyoto – sono uno strumento fondamentale per creare città più vivibili, in linea con quanto previsto dalla Strategia europea sulla biodiversità per il 2030 che prevede la messa a dimora nel prossimo decennio di 3 miliardi di alberi. Una sfida, questa, che il Comitato porta avanti da oltre 10 anni, grazie alla sinergia con gli enti Parco, le aziende e le amministrazioni locali e che ha permesso di arrivare a piantare oltre 91.000 alberi in tutta Italia. Con la piantumazione prevista in un’area su Roma continuiamo questo percorso e la nostra azione congiunta che ha come elementi chiave gli effetti del cambiamento climatico, aumentare la biodiversità e valorizzare il ruolo delle aree protette”.

“Il contributo dei parchi alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, adattamento e nella creazione di città resilienti è un contributo fondamentale – dichiara Maurizio Gubbiotti, Presidente di RomaNatura, ed è evidente quindi che oggi, i parchi oltre la sfida della protezione e conservazione della natura, debbano raccogliere anche le sfide sociali, della migliore qualità della vita dei bisogni delle persone. Tutela e conservazione del capitale naturale vuol dire anche promuovere tutti quei servizi ecosistemici forniti ogni giorno dalle aree verdi – prosegue Gubbiotti, e in questo i parchi urbani e periurbani non possono che essere l’elemento centrale.  È con questo spirito che come RomaNatura abbiamo scelto da sempre di promuovere politiche di piantumazione e forestazione urbana, volte alla mitigazione delle maggiori criticità ambientali, accogliendo con molto favore progetti di realtà che s’impegnano con serietà nel raggiungimento di questi obiettivi. Con l’attuale progetto – conclude Gubbiotti, le attività di piantumazione hanno interessato il Parco Regionale Urbano del Pineto, che con i suoi 243 ettari tra i quartieri Aurelio e Trionfale, rappresenta un grande mosaico di ambienti ed habitat differenti nel mezzo di quartieri densamente edificati. Aumentare la presenza arborea non vuol dire solo far respirare la città, sequestrare gli inquinanti atmosferici ma anche ad esempio far defluire correttamente le acque meteoriche e aumentare la capacità di trattenimento del terreno”.

Oggi come non mai il tema della salvaguardia dell’ambiente deve rappresentare un elemento fondamentale in un modello di business sostenibile, come quello portato avanti da aziende come la ex C&A Foundation, ora integrata nella Laudes Foundation, che ha contribuito per il secondo anno di fila a promuovere un intervento di forestazione urbana in sinergia con il Comitato Parchi per Kyoto.

Jean-Luc Battaglia, Managing Director di C&A Svizzera e Italia, ha affermato: “La sostenibilità è un pilastro essenziale nel nostro modo di fare impresa. Lavoriamo ogni giorno perché sia la nuova normalità e ci consenta di trasformare la moda in una forza dall’impatto positivo. È incredibile vedere come il nostro impegno di ogni giorno sia trasformato in realtà tangibili, attraverso l’intervento di forestazione del Parco Regionale del Pineto. Un ringraziamento va a tutti i nostri dipendenti e al loro impegno di ogni giorno per costruire un mondo migliore, e all’ex C&A Foundation, che ha finanziato questo intervento per migliorare le condizioni dell’aria e favorire la biodiversità di quest’area”.

photo e articolo Legambiente

BLOCCHIAMO LA STRAGE DELLE TARTARUGHE MARINE


BLOCCHIAMO LA STRAGE DELLE TARTARUGHE MARINE AFFIDANDONE LA TUTELA A MANI ESPERTE

Da troppi anni in Italia si sta combattendo una dura battaglia per fare chiarezza sugli ambiti di intervento, i ruoli e le funzioni dei professionisti che prestano la loro opera volontaria per il recupero e soccorso delle Tartarughe Marine. Questa confusione ha da sempre penalizzato la tutela e il benessere di questi animali protetti e con un ruolo biologico fondamentale per l’integrità dell’ecosistema marino.

Sono numerosi i riscontri, per esempio durante le delicate fasi di traslocazione, schiusa e ispezione dei nidi di tartarughe marine, di personale volontario non in possesso di idonei titoli di studio e adeguate competenze che si permette, bypassando il parere medico veterinario, di valutare lo stato di “BENESSERE” dei neonati e di decidere in modo del tutto arbitrario il destino di esemplari rimasti per troppo tempo sotto la sabbia, incastrati, feriti, completamente disidratati e stressati.

Ancor peggio, succede anche che piccoli di tartaruga marina vengano trattenuti sulle spiagge o trasportati presso laboratori privati, ancora senza alcun intervento di un medico veterinario, lasciando la valutazione sullo stato di salute degli esemplari, se questi siano bisognosi di cure o liberabili, di nuovo a volontari non in possesso di idonei titoli di studio e adeguate competenze e comunque diversi dai Medici Veterinari.

Per evitare la compromissione del benessere animale, noi sottoscriventi ci uniamo all’Associazione M.A.R.E. (Marine Animal Rescue Effort) Calabria nel chiedere al Governo italiano e alle altre istituzioni in indirizzo di fare quanto in loro potere per non recare danno con decisioni azzardate o superficiali – o non decisioni – alle specie protette e non penalizzare i professionisti che si sono formati e si formano costantemente per la tutela di questi splendidi animali, imponendo:

LA PRESENZA DI UN MEDICO VETERINARIO SPECIALIZZATO, DEI SERVIZI VETERINARI DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI E/O DEL CENTRO RECUPERO COMPETENTE PER TERRITORIO, IN TUTTE LE FASI DI MANIPOLAZIONE DI NIDI O NEONATI DI TARTARUGHE MARINE.

L’OBBLIGO DI INDIRIZZARE I NEONATI BISOGNOSI DI SOCCORSO ALLE CURE DEL MEDICO VETERINARIO SPECIALIZZATO DEL CENTRO RECUPERO TARTARUGHE MARINE REFERENTE PER IL TERRITORIO.

Si tratta di misure urgenti per prevenire la sofferenza inutile di milioni di neonati di tartarughe marine ED EFFETTUARE LA VERA TUTELA DELLE SPECIE PROTETTE.

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