Ho una certa età, che faccio?


L’uomo è un animale sociale e una delle cose più aberranti che può accadergli è quella di restare solo.
Sovente ci si ritrova in pensione, con i figli grandi e sposati, spesso con figli propri.
Se fortunati, ci si può cimentare nella funzione di nonni e/o magari avere ancora al proprio fianco la dolce metà, ma in molti casi la realtà è diversa e la solitudine porta a un graduale e inevitabile isolamento.
Accade così che da anziani ci si sente inutili e si cada in depressione.
È proprio in questi casi che la presenza di un animale domestico può risultare una scelta vincente.
In età avanzata sapere che c’è ancora chi dipende da noi, non solo può aiutare a sentirsi indispensabili, ma può accrescere il proprio attivismo e la cura di sé.
La presenza di un pet nella vita di un anziano è molto importante anche per il benessere psicologico, infatti, il rapporto che si crea con l’animale aiuta a rilassarsi ed è fonte di affetto.
Un cane può rappresenta un ottimo ausilio dal punto di vista fisico, perché comporta un impegno costante, costringendo a uscire e fare movimento all’aria aperta per portarlo fuori per la passeggiata.
Una ricerca ha evidenziato che gli anziani preferiscono i cani meticci, di taglia medio piccola, magari già adulti in quanto più tranquilli rispetto ai cuccioli.
Se il compagno scelto è un gatto, i benefici sono soprattutto psicologici, poiché aiuta a eliminare la sensazione d’inutilità e abbassa notevolmente il livello di stress.
Generalmente sono le donne a scegliere un gatto, soprattutto se molto in là con gli anni o con difficoltà deambulatorie. Anche in questo caso è preferito un gatto adulto (più coccolone e sedentario) al cucciolo (vispo e imprevedibile).
Molti centri assistenziali consigliano gli animali da compagnia per gli anziani affinché possano condurre una vita più sana e offrire loro una maggiore indipendenza e serenità.
Ma prima di adottare o acquistare un compagno a quattro zampe è importante comprendere l’impegno che ci si assume e il tempo che dovrà essergli dedicato.
Essere responsabili di un’altra vita rappresenta la possibilità di aggiungere un nuovo valore al modo di concepire la propria esistenza.