Front Desk LAV

ANIMALI E DIFFICOLTA’ DI ASSISTENZA PER CORONAVIRUS: ATTIVO il FRONT DESK LAV dell’UNITA’ DI EMERGENZA.

E’ stato attivato un front desk coordinato da Flavia Nigri Responsabile dell’Unita’ di emergenza LAV – emergenza@lav.it 06.4461325 e 320.4795555 (5 linee attive, ci scusiamo per eventuali attese, risponderemo a tutte le vostre chiamate) – che opera in sinergia con la Presidenza dell’associazione e le Aree tematiche di intervento, quella animali familiari in particolare, per:

  • fornire informazioni riguardo alle misure restrittive emanate e alla gestione e accudimento di animali (siano essi di privati o sul territorio);
  • offrire aiuto di coordinamento logistico per situazioni di crisi;
  • raccogliere segnalazioni dalle Sedi locali LAV e garantire loro supporto e coordinamento, se necessario;
  • attivarci nei confronti delle Istituzioni, sulla base di specifiche indicazioni, per garantire che la situazione non abbia impatti su colonie feline e popolazioni di randagi.

photo e fonte LAV

Coronavirus e Animali

Le infezioni dovute al coronavirus sono già state riscontrate in più di mezza dozzina di stati, tra cui la Tailandia, il Giappone, l’Australia, la Francia, il Canada e gli USA, causando oltre 80 morti e la messa in quarantena di 13 città cinesi.

Il 70% dei patogeni umani viene trasmesso dagli animali e gli scienziati hanno confermato che anche il coronavirus si sarebbe trasferito dall’animale all’uomo. Si pensa che la sorgente dell’infezione sia il reparto animali selvatici del Mercato del pesce di Huanan, nella città di Wuhan in Cina, famoso per esporre e vendere animali vivi e macellarli sul momento. Cuccioli di lupo, scorpioni, scoiattoli, ricci, tartarughe, coccodrilli, scimmie, gatti, cani e altri animali selvatici sono infatti venduti vivi per il consumo umano. Questi mercati sono comuni in Cina, Vietnam e altre aree del sud-est asiatico e sono chiamati “wet market” (“mercati bagnati”) in riferimento alle grandi quantità di acqua che vengono usate per sciacquare i pavimenti. Esistono poche norme sanitarie ed i livelli di igiene sono estremamente scarsi: animali selvatici e domestici, così come la loro urina, le loro feci e altri umori, vengono in contatto con i commessi e con i clienti mentre vengono macellati per terra, il loro sangue schizza ovunque e le mosche banchettano sulle carcasse. Questo è il luogo ideale perché si verifichino contaminazioni e la diffusione di batteri e virus. Sembra che anche l’influenza aviaria e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) abbiano avuto origine nei “mercati bagnati” a causa dell’esposizione di animali vivi.

fonte OIPA
leggi l’intero articolo