Birillo

Vi ricordate Birillo?
Lo scricciolino è risultato affetto da Leishmaniosi e si è trasferito, momentaneamente, a casa mia per seguire una terapia che gli consenta di vivere un prosieguo di buona qualità di vita.

Stremato da una mezza giornata fuori casa

Birillo si è trasferito venerdì 15 maggio, dopo l’arrivo del referto veterinario e l’ennesima visita presso l’Ambulatorio Veterinario Porta di Roma delle dottoresse Barbara Pignalosa e Manuela Scaglia.
La dottoressa B. Pignalosa ha quindi prescritto il seguente trattamento:
– due iniezioni giornaliere di Antimania
– due pillole al giorno di Zyloric
– tre perle di KCMEGA3 al dì
Dato che dall’ecografia effettuata presso l’ambulatorio Veterianaria Fleming sono risultate cisti diffuse su entrambi i reni e l’atrofia della prostata, la dottoressa B. Pignalosa ha suggerito una dieta più appropriata con prodotti di tipo renal, sia umido, sia secco.
A oggi è ancora presto per dire se la cura sta avendo l’effetto desiderato, ma ci sono netti miglioramenti nella reattività di Birillo. 😀

Aggiornamento

Birillo sembra rispondere bene alle cure, o semplicemente si è rassegnato 😛
Purtroppo comincia ad avere anche problemi artritici che gli stanno procurando zoppicamenti e, probabilmente, dolore (non si lamenta, ma ha difficoltà ad alzarsi o camminare per più di 3 metri).
Ma come si evince dalla foto, ha ormai preso possesso del materasso ortopedico a discapito del povero Spock.

Aggiornamento

Purtroppo da qualche giorno, a causa dei problemi renali e di un principio di bronchite, questa mattina – 4 giugno 2020 – alle ore 9,45 c.a., Birillo si è spento.
La sua mamma umana, Gabriella lo saluta così:
“Ciao Birillo,
questo non è un addio, ma un arrivederci; mettermo in pausa la vita. Il tuo abbaio incontrerà la mia voce e sarà come se non fosse successo nulla.
Gabriella
Per sempre nel mio cuore.”

Cos’ è la Leishmania?


La Leishmania o leishmaniosi è una malattia infettiva causata dalla Leishmania Infantum, un parassita trasmesso dalla puntura dei flebotomi, più comunemente conosciuti come pappataci, la cui maggiore attività in Italia si verifica da maggio a ottobre.
Come per la Filaria, anche la Leishmania ha delle zone di diffusione maggiore o minore, infatti le aree litoranee del centro-sud sono più a rischio. Purtroppo, i cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature e del tasso di umidità, negli ultimi anni hanno fatto registrare un aumento della diffusione della malattia anche in molte zone del nord Italia.
La Leishmaniosi è una malattia cronica e molto grave che procura al cane danni progressivi e non è completamente curabile.
Per questo: una diagnosi precoce e controlli regolari possono garantire al cane una buona qualità della vita.
Ma non dimenticate che la malattia può essere letale.
La leishmaniosi può essere contratta anche dall’uomo (zoonosi*) ed è raramente presente nei gatti**.

La Leishmaniosi virale è una malattia silente, ma con dei sintomi molto chiari, come:
– Abbattimento
– Perdita di sangue dal naso
– Gonfiore e dolore delle articolazioni
– Inappetenza
– Perdita di peso
– Deterioramento del pelo
– Alterazioni della vista
– Crescita inusuale delle unghie
La forma di Lesmaniosi cutanea è caratterizzata da:
– Ispessimento della pelle con desquamazione
– Rarefazione del pelo
– Crescita anomala delle unghie
– Ulcere a livello peri-oculare, bocca, ano e cuscinetti plantari.
L’incubazione della Leishmania può arrivare fino a 7 anni e comporta danni progressivi che, in alcuni casi, possono portare al decesso dell’esemplare. Inoltre, l’animale infetto potrebbe essere sensibile ad altre infezioni parassitarie.


*Zoonosi, ovvero, malattia che può colpire anche l’essere umano. La trasmissione diretta da cane a uomo non è impossibile, benché il vettore necessario è sempre il flebotomo. I cani fungono da ospite di Leishmania infantum, per questo è importante trattare con antiparassitari e/o prodotti repellenti i cani leishmaniotici, così da riduce indirettamente il rischio di trasmissione della malattia anche all’uomo.
**La leishmaniosi nel gatto è una malattia episodica che si manifesta normalmente nelle aree a elevata endemia nel cane, come in Europa e Brasile. In Italia dagli anni ‘80 sono stati descritti in dettaglio 10 casi (Pennisi MG, 2010) in Sicilia, Sardegna, Liguria e Abruzzo.