UNA CATENA SOLIDALE PER ENEA

UNA CATENA SOLIDALE PER ENEA, GATTO DI COLONIA SALVATO IN GRAVISSIME CONDIZIONI

Pubblicato da OIPAItalia il 9 ottobre 2020

Sparito dalla colonia cui apparteneva, Enea è ricomparso dopo una ventina di giorni in condizioni disastrose: senza più denti, disidratato e denutrito, aveva una forte infezione alla mandibola, fratturata forse in un incidente, e non riusciva più a respirare a causa di una grave forma di rinotracheite.
Sembrava non ci fossero molte speranze di guarigione, ma le cure stanno dando l’effetto desiderato. Enea, gatto anziano, si sta riprendendo a poco a poco grazie alle cure quotidiane dei volontari dell’OIPA di Gela. I primi giorni mangiava solo se imboccato, ma adesso sta iniziando a diventare un po’ più autonomo.

Aiutiamolo anche noi, grazie al nostro sostegno Enea potrà rinascere e tornare ad essere un bellissimo gatto dagli splendidi occhioni verdi https://www.oipa.org/italia/gela-enea…

CAMPAGNA #GLOWINGGONE

I CORALLI RISPLENDONO DI COLORI VIVACI NEL DISPERATO TENTATIVO DI SOPRAVVIVERE. AIUTACI A PROTEGGERE GLI OCEANI: SOSTIENI LA CAMPAGNA #GLOWINGGONE

Avete mai notato che alcuni coralli risplendono di colori vivaci? Vi siete mai soffermati a pensare al perché abbiano questi colori? Potreste pensare sia bellissimo, ma in realtà è uno dei più inquietanti e tristi segnali di avvertimento che la natura ci sta lanciando nel disperato tentativo di sopravvivere.
Questo è l’ultimo ammonimento visivo che l’oceano ci sta dando. Come risultato del crescente aumento delle ondate di calore oceanico dovute al cambiamento climatico, i coralli producono sostanze chimiche dai colori vivaci che agiscono da protettore solare nel disperato tentativo di salvarsi.
Questo fenomeno è passato finora in gran parte inosservato, ma è un chiaro indicatore del cambiamento climatico e sottolinea il raggiungimento di un punto davvero critico per il nostro pianeta.
L’OIPA Italia insieme ad OIPA International ha deciso di aderire alla campagna #GlowingGone lanciata dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l’agenzia Ocean per sostenere e supportare un’azione globale mirata ad una maggiore protezione degli oceani.
Le barriere coralline devono essere salvate e protette non soltanto dalle minacce locali come la pesca eccessiva e l’inquinamento, ma anche dalla minaccia globale del cambiamento climatico che influisce in gran parte sugli oceani, fonte di sostentamento per la vita sulla terra. La parte superiore degli oceani sta infatti assorbendo più del 90% del calore dovuto a tale cambiamento, ponendo la barriera corallina in prima linea nella gestione del problema.
Anche un minimo cambiamento di temperatura (appena di 1 grado centigrado), porta allo spegnimento dei sistemi vitali della barriera e questo è ciò che indica la luminosità dei coralli. Dovremmo essere tutti molto allarmati da questo fenomeno, poiché è un chiaro indicatore visivo del sistema planetario che sta iniziando a collassare.
Negli ultimo 30 anni, il 50% dei coralli del mondo è morto e la situazione è in peggioramento, motivo per cui per poterli salvare è necessaria un’azione rapida e globale.
Fino ad ora vi è stata una mancanza di consapevolezza e supporto, oltretutto la conservazione della barriera corallina non ha mai avuto nessuna priorità, ma questa è la prima volta in assoluto che potremmo perdere un intero ecosistema su scala globale.
Alcuni coralli sono meno vulnerabili ai cambiamenti climatici grazie al loro posizionamento. Attraverso un’azione mirata non solo potremmo aiutarli a sopravvivere ma anche utilizzarli per ripopolare altre barriere coralline.
Il futuro dei nostri oceani sarà determinato da una serie di imminenti incontri politici chiave a livello internazionale tra il 2020 e 2021. Ora, più che mai, dobbiamo mostrare il nostro sostegno.
Unendovi anche voi alla #OceanLeague, un movimento globale in difesa di una maggiore protezione degli oceani potremmo far sentire la nostra voce.

Supporta la campagna, visita il sito glowing.org e firma anche tu! https://www.glowing.org/

Diffondi la voce con l’hashtag #GlowingGone e #OceanLeague!

photo, articolo e info OIPA

IO STO CON L’AMBIENTE

“IO STO CON L’AMBIENTE”: L’OIPA DI RAGUSA IN SPIAGGIA PER SALVAGUARDARE I NIDI DELLA TARTARUGA CARETTA CARETTA

Sette giorni di appuntamenti tutti dedicati alla salvaguardia e alla tutela ambientale, è la settimana dell’Ambiente, un’iniziativa promossa dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa in collaborazione con la Polizia Provinciale e le associazioni del territorio, tra cui anche la sezione dell’OIPA di Ragusa.
Finalizzata alla sensibilizzazione delle tematiche ambientali e alla valorizzazione delle due riserve gestite dal Libero Consorzio, Macchia Foresta del Fiume Irminio e Pineta del Pino d’Aleppo, l’iniziativa si è svolge dal 25 luglio al 2 agosto con un ricco programma di appuntamenti tra cui anche la pulizia dei fondali marini.
Oltre a presenziare con il proprio banchetto informativo, gli attivisti dell’OIPA insieme al WWF Sicilia Area Mediterranea, sono scesi sulla spiaggia Randello per sensibilizzare i bagnanti e monitorare le aree protette e recintate dove ha depositato le uova la tartaruga marina Caretta Caretta.
Presso la riviera Lanterna l’attività d’informazione ambientale è proseguita con la collaborazione dell’associazione Faraverde e l’Eco di Vittoria insieme alla Polizia Provinciale per la pulizia di un tratto di spiaggia e la distribuzione di conetti porta cicche, borracce per i bambini e sacchi di tela.

immagine e articolo OIPA
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MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALL’OIPA

LA NOSTRA VOCE E’ LA VOCE DELL’ORSA E DI CHI AMA E RISPETTA GLI ANIMALI: MANIFESTAZIONE SOTTO LA PROVINCIA DI TRENTO PROMOSSA DALL’OIPA

Centinaia le persone che si sono riunite stamattina sotto la sede della Provincia autonoma di Trento per chiedere la revoca dell’ordinanza d’abbattimento dell’orsa JJ4, ossia la grazia per una condanna senza colpa.
Alla manifestazione pacifica promossa dall’OIPA Italia, cui hanno aderito le associazioni Animal Pride e Mountain Wilderness Italia e il gruppo Fiemme e Fassa il ritorno del lupo, sono intervenuti anche alcuni esponenti politici della Provincia che hanno portato la loro solidarietà all’istanza dei difensori dei diritti degli animali.
«Chiediamo al presidente Maurizio Fugatti un atto di clemenza, certi d’interpretare il sentire comune espresso persino delle persone che sono state attaccate, in maniera non grave, dall’orsa: loro stessi hanno chiesto di non ucciderla. JJ4, che ha 14 anni come attesterebbe l’esame del dna, nella sua vita non ha mai manifestato aggressività e ha agito probabilmente per difendere i propri cuccioli» ha dichiarato durante il sit-in il presidente dell’OIPA, Massimo Comparotto. «La nostra voce è la voce dell’orsa e di chi ama e rispetta gli animali. Se la condanna a morte resterà in vigore, ricorreremo al Tar, poiché l’abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità e quando si sia verificata l’inefficacia di misure alternative incruente»

immagine, articolo e info: OIPA

Iniziativa Aniwell


In questo momento difficile, l’azienda Aniwell che produce e vende cibo sano e bio per cani e gatti ha deciso di sostenere concretamente i volontari dell’OIPA impegnati quotidianamente in difesa dei nostri amici a 4 zampe.

Oltre ad esserci vicini con il cuore, hanno deciso di dare un aiuto concreto, devolvendo il 10% dell’importo speso dai clienti nel mese di Aprile a favore dei volontari OIPA che si prendono cura degli animali delle persone che sono in difficoltà e i primi 2.000€ li hanno donati subito.

Per info e ordini www.aniwell.it

photo e fonte OIPA

Il Guinzaglio

photo from OIPA

Secondo la legge: ORDINANZA del Ministero della Salute, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani; art. 672 cp; art. 2052 cc, il proprietario di un cane è responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del proprio animale e risponde di danni e/o lesioni a persone, animali e cose causati dall’animale stesso, anche se era smarrito o fuggito, a meno che non si riesca a provare il caso fortuito.

Questa responsabilità si estende anche a chi, pur non essendo il proprietario del cane, lo abbia con sé o lo detenga in custodia temporanea (detentore responsabile: es.: dogsitter, familiari, ecc.).

La Corte di Cassazione ha, infatti, più volte confermato che chi detiene il cane assume “l’obbligo di controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, a prescindere dalla formale proprietà dell’animale”. Quindi, si può dire che il detentore ha gli stessi doveri del proprietario, al fine di evitare che il cane provochi danni materiali o lesioni o incidenti.

Chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi o ne affida la custodia a una persona non adatta, rischia una sanzione amministrativa da 25 a 258 euro. La stessa sanzione è prevista per chi aizza o spaventa animali mettendo in pericolo l’incolumità di terzi.

Dal punto di vista della responsabilità civile, si può richiedere il risarcimento dei danni provocati da un animale, rivolgendosi al proprietario dell’animale stesso oppure alla persona che lo deteneva al momento dei fatti.

L’Ordinanza ministeriale concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani stabilisce le regole di sicurezza che devono essere rispettate dai proprietari e/o dai detentori temporanei quando portano il cane in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico:

– deve essere utilizzato un guinzaglio non più lungo di 1.50 metri; fanno eccezione le aree cani, dove gli animali possono essere lasciati liberi;
– chi conduce il cane a spasso deve avere sempre con sé una museruola (rigida o morbida), da utilizzare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;
– il cane deve essere affidato solo a persone in grado di gestirlo correttamente;
– è necessario conoscere le caratteristiche fisiche ed etologiche del proprio cane;
– è necessario conoscere le norme vigenti da rispettare;
– bisogna assicurarsi che il cane si comporti bene sia con le persone sia con gli altri animali.

L’obbligo di idonea museruola per i cani non condotti al guinzaglio, quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico e l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei mezzi di trasporto pubblico sono previsti anche dal Regolamento di Polizia Veterinaria (all’art. 83).

Inoltre, chiunque conduca un cane in aree urbane, vie, piazze, giardini pubblici ha l‘obbligo di raccoglierne le feci e comunque avere sempre con sé l’occorrente a questo scopo. Anche questo obbligo è contenuto nell’Ordinanza ministeriale emanata per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressività dei cani, ma possono imporlo anche i regolamenti locali delle città.

A questo proposito, la Corte di Cassazione è intervenuta, per chiarire che sussiste l’obbligo per tutti i proprietari che portano a passeggio i propri animali di “ridurre il più possibile il rischio che questi possano lordare i beni di proprietà di terzi”.

Coronavirus e Animali

Le infezioni dovute al coronavirus sono già state riscontrate in più di mezza dozzina di stati, tra cui la Tailandia, il Giappone, l’Australia, la Francia, il Canada e gli USA, causando oltre 80 morti e la messa in quarantena di 13 città cinesi.

Il 70% dei patogeni umani viene trasmesso dagli animali e gli scienziati hanno confermato che anche il coronavirus si sarebbe trasferito dall’animale all’uomo. Si pensa che la sorgente dell’infezione sia il reparto animali selvatici del Mercato del pesce di Huanan, nella città di Wuhan in Cina, famoso per esporre e vendere animali vivi e macellarli sul momento. Cuccioli di lupo, scorpioni, scoiattoli, ricci, tartarughe, coccodrilli, scimmie, gatti, cani e altri animali selvatici sono infatti venduti vivi per il consumo umano. Questi mercati sono comuni in Cina, Vietnam e altre aree del sud-est asiatico e sono chiamati “wet market” (“mercati bagnati”) in riferimento alle grandi quantità di acqua che vengono usate per sciacquare i pavimenti. Esistono poche norme sanitarie ed i livelli di igiene sono estremamente scarsi: animali selvatici e domestici, così come la loro urina, le loro feci e altri umori, vengono in contatto con i commessi e con i clienti mentre vengono macellati per terra, il loro sangue schizza ovunque e le mosche banchettano sulle carcasse. Questo è il luogo ideale perché si verifichino contaminazioni e la diffusione di batteri e virus. Sembra che anche l’influenza aviaria e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) abbiano avuto origine nei “mercati bagnati” a causa dell’esposizione di animali vivi.

fonte OIPA
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L’inverno è alle porte e nelle quattro Oasi feline gestite dai volontari dell’OIPA, a Pistoia, Ascoli Piceno, Grosseto e Gela, gli angeli blu si stanno attrezzando per proteggere dal freddo e dalle piogge le mamme, i cuccioli e i gatti più anziani e cagionevoli di salute, ma hanno bisogno anche del tuo aiuto per offrire ai mici un riparo caldo e confortevole.

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A NATALE CELEBRIAMO LA VITA, NON LA CRUDELTÀ

Durante le festività natalizie ci sentiamo tutti più buoni e generosi: è il momento in cui corriamo ad acquistare regali per nostri cari e ci mostriamo più solidali e caritatevoli nei confronti dei meno fortunati e più bisognosi. Natale è anche il momento in cui ci mettiamo a tavola con i nostri parenti e amici per condividere affetto e calore. Ma mentre manifestiamo gratitudine per le persone che abbiamo intorno, fermiamoci un attimo a guardare nel nostro piatto.

Il Natale non è un’occasione felice per gli animali. Sulle nostre tavole imbandite saranno orgogliosamente serviti i piatti tipici della tradizione, come capponi, oche, tacchini e cotechini. Gli arrosti, gli insaccati, i ripieni saranno forse gli ospiti più attesi dei pranzi e delle cene. Ospiti sì, ma non commensali. Vittime, semmai, animali che non hanno solo avuto la sfortuna di essere uccisi e divorati in nome degli usi e dei costumi umani, ma che nella loro breve vita hanno subito le peggiori torture ed inimmaginabili tormenti.

Quando ci serviranno il cappone ancora fumante decorato da cipolle e patate, ricordiamoci che quel pezzo di carne era una volta un pulcino. Un esserino innocente che è stato cresciuto al buio perché la carne risultasse più tenera, che è stato messo in una minuscola gabbia perché non si potesse muovere ed ingrassare più in fretta. Che è stato castrato perforandogli l’addome per estrarre i testicoli ed infine legato per le zampe e appeso a testa in giù per tagliargli la gola. Riflettiamo sul fatto che siamo stati noi a commissionare questa brutalità, pagando l’allevatore per portarci a casa una carcassa da esibire con vanto.

Più di 150 miliardi di animali vengono uccisi ogni anno per finire nelle nostre pance, oltre 700 milioni in Italia. Gli allevamenti intensivi sono veri e propri luoghi di tortura dove gli animali sono talmente stipati che non possono muoversi e si feriscono tra di loro. Sono imbottiti di cibo scadente e ricco di antibiotici per farli ingrassare nel minor tempo possibile. Moltissimi non raggiungono neanche il momento della macellazione, ma muoiono a causa delle infezioni, delle malformazioni o uccisi dai conspecifici nella lotta per sopravvivere.

E se pensiamo di avere la coscienza pulita perché abbiamo acquistato la carne da una piccola azienda agricola o direttamente dal contadino dovremo ricrederci. I metodi “artigianali” di allevamento non sono meno brutali: oche inchiodate al pavimento, stalle senza finestre, polli e galline con il becco spuntato per non ammazzarsi a vicenda. Per non parlare delle condizioni sanitarie, che spesso non rispettano neanche gli standard minimi di pulizia e igiene. Poi, quando sta per arrivare il momento della vendita, gli animali vengono ammazzati a mano, uno ad uno, senza stordimento e senza anestesia, morendo, ancora coscienti, nell’agonia, circondati dagli altri che ascoltano le loro ultime strazianti grida aspettando nel terrore il loro turno.

Non vi è alcuna differenza tra un allevamento industriale ed uno casalingo. In entrambi i casi, non vi è alcun rispetto per la vita e per il dolore, ma solo orrore. Non nascondiamoci dietro ad obsolete tradizioni, prendiamo coscienza delle nostre azioni e mobilitiamoci per il cambiamento. Non limitiamoci alla sfera umana, celebriamo la vita tutti, soprattutto dei più deboli e invisibili, di tutte le specie. Solo così potremo sentirci davvero in pace con noi stessi e con il mondo.

Quest’anno, a Natale, scegli un menù senza ingredienti di origine animale: invece di servire a tavola un’altra porzione di crudeltà, porta un vero messaggio di amore e compassione.

https://www.oipa.org/italia/giornoveg/