MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALL’OIPA

LA NOSTRA VOCE E’ LA VOCE DELL’ORSA E DI CHI AMA E RISPETTA GLI ANIMALI: MANIFESTAZIONE SOTTO LA PROVINCIA DI TRENTO PROMOSSA DALL’OIPA

Centinaia le persone che si sono riunite stamattina sotto la sede della Provincia autonoma di Trento per chiedere la revoca dell’ordinanza d’abbattimento dell’orsa JJ4, ossia la grazia per una condanna senza colpa.
Alla manifestazione pacifica promossa dall’OIPA Italia, cui hanno aderito le associazioni Animal Pride e Mountain Wilderness Italia e il gruppo Fiemme e Fassa il ritorno del lupo, sono intervenuti anche alcuni esponenti politici della Provincia che hanno portato la loro solidarietà all’istanza dei difensori dei diritti degli animali.
«Chiediamo al presidente Maurizio Fugatti un atto di clemenza, certi d’interpretare il sentire comune espresso persino delle persone che sono state attaccate, in maniera non grave, dall’orsa: loro stessi hanno chiesto di non ucciderla. JJ4, che ha 14 anni come attesterebbe l’esame del dna, nella sua vita non ha mai manifestato aggressività e ha agito probabilmente per difendere i propri cuccioli» ha dichiarato durante il sit-in il presidente dell’OIPA, Massimo Comparotto. «La nostra voce è la voce dell’orsa e di chi ama e rispetta gli animali. Se la condanna a morte resterà in vigore, ricorreremo al Tar, poiché l’abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità e quando si sia verificata l’inefficacia di misure alternative incruente»

immagine, articolo e info: OIPA

No all’abbatimento dell’Orso di Fontana Maora


In Trentino, dopo il drammatico incontro di padre e figlio con un orso, in arrivo una nuova ordinanza per l’abbattimento dell’animale, una vera e propria condanna a morte!

Il brutto incontro di ieri sera con un orso da parte di due persone, rimaste ferite da graffi e morsi del plantigrado – verificatasi nella zona del Monte Peller, ha portato il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti a firmare un’ordinanza di abbattimento nei confronti dell’animale.
Il plantigrado apparso all’improvviso si è avventato verso le due persone ferendole. Padre e figlio hanno raggiunto l’auto che avevano parcheggiano nei pressi di un laghetto per poi recarsi all’ospedale ‘Valli del Noce’ di Cles e raccontare la spiacevole avventura.
Va detto che aggirasi senza una guida qualificata, e per giunta di sera In una zona a 1500 mt. di altezza, dove il ripopolamento degli orsi ha avuto grande successo, (e anche per questo aspetto rappresenta una importante attrazione turistica), è una scelta perlomeno azzardata e che può comprensibilmente comportare rischi.

Ora, se in alcuni casi come la discesa ripetuta nei centri abitati a valle, l’incontro con un orso può essere considerato un rischio non accettabile, incontrare animali selvatici di grande mole nel LORO habitat naturale, in orari serali e magari andando a disturbare i loro equilibri, non può automaticamente determinare la decisione di un abbattimento.

Se una simile inaccettabile politica, evidentemente condizionata da considerazioni economiche legate all’industria turistica, venisse adottata ovunque vivono grossi mammiferi allo stato selvaggio, la loro estinzione sarebbe assicurata. Si provveda piuttosto a regolamentare le visite con guide qualificate.

Oggi gli abiti dei due feriti ed altri campioni utili ad identificare l’animale attraverso l’analisi del Dna, sono stati già inviati al laboratorio della Fondazione Mach.
Questo però non garantisce affatto che soltanto il “colpevole” venga inseguito, con grande rischio per l’incolumità della popolazione di plantigradi. Secondo l’amministrazione provinciale in Trentino, “il numero degli orsi è superiore alla possibilità del territorio e per questo sarà predisposto un piano di gestione da sottoporre al ministro Costa”. Questo tradotto significa che si potrebbe rischiare presto l’avvio della caccia grossa al plantigrado.
Fermiamo l’ordinanza e richiamiamo le autorità al rispetto e alla tutela dell’ambiente!

photo e fonte change.org