Polar Bear Hotel

In Cina è stato inaugurato il primo Polar Bear Hotel. Avete capito bene: un albergo che fa degli orsi polari vivi la sua attrazione principale. La struttura, che ha aperto le sue porte lo scorso venerdì, sorge all’interno del parco tematico di Harbin Polarland, nella provincia di Heilongjiang. Una vera e propria condanna per i poveri orsi polari che, tra l’altro, sono una specie in via d’estinzione, sempre più ridotta allo stremo a causa dei cambiamenti climatici e del conseguente scioglimento dei ghiacciai. “Le lacune nella legge cinese sulla protezione della fauna selvatica consentono alle aziende di sfruttare gli animali senza alcuna preoccupazione per il loro benessere” ha spiegato un portavoce di China Animal Protection Network.

L’orso polare è un grande viaggiatore in quanto è sempre in movimento alla ricerca di cibo ed è capace di percorrere anche 1000 km lungo la banchisa polare. Sono inoltre abilissimi nuotatori e possono percorrere lunghi tratti sott’acqua alla ricerca del cibo. 

Tenerli detenuti in uno spazio così piccolo e innaturale, (se pensiamo che ci sono finti ghiacciai, finte prede) comprometterebbe la loro salute psico fisica… Tutto questo è inaccettabile, è un vero orrore… FERMIAMO TUTTO QUESTO FIRMATE LA PETIZIONE! 

Firma Ora

Salvare i daini del Parco Nazionale del Circeo

L’Ente Parco ha pubblicato nei giorni scorsi i bandi per il contenimento del numero di daini nella foresta demaniale previsto dal Piano gestionale.

I bandi sono tre:

il primo per adozioni per scopo ornamentale (che parola triste…)

il secondo, per l’allevamento “a scopo alimentare” (cioè con destinazione alla macellazione)

il terzo, per l’allevamento all’interno delle Aziende agro-turistiche e venatorie (cioè per le facili partite di caccia).

Attraverso questa petizione vogliano raccogliere firme per formalizzare all’Ente Parco la richiesta di ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA del secondo e del terzo bando e la rettifica di alcuni criteri nonchè un allungamento dei termini presentazione manifestazione d’interesse per quanto riguarda il primo bando.

CHIEDIAMO:

che i primi 5 anni del piano gestionale, si proceda solo e soltanto con le adozioni “ornamentali” e durante lo stesso periodo si proceda altresì alla cattura di altri capi femmina per la loro sterilizzazione.

FIRMA LA PETIZIONE

SEGUITECI:
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UNA CATENA SOLIDALE PER ENEA

UNA CATENA SOLIDALE PER ENEA, GATTO DI COLONIA SALVATO IN GRAVISSIME CONDIZIONI

Pubblicato da OIPAItalia il 9 ottobre 2020

Sparito dalla colonia cui apparteneva, Enea è ricomparso dopo una ventina di giorni in condizioni disastrose: senza più denti, disidratato e denutrito, aveva una forte infezione alla mandibola, fratturata forse in un incidente, e non riusciva più a respirare a causa di una grave forma di rinotracheite.
Sembrava non ci fossero molte speranze di guarigione, ma le cure stanno dando l’effetto desiderato. Enea, gatto anziano, si sta riprendendo a poco a poco grazie alle cure quotidiane dei volontari dell’OIPA di Gela. I primi giorni mangiava solo se imboccato, ma adesso sta iniziando a diventare un po’ più autonomo.

Aiutiamolo anche noi, grazie al nostro sostegno Enea potrà rinascere e tornare ad essere un bellissimo gatto dagli splendidi occhioni verdi https://www.oipa.org/italia/gela-enea…

No all’abbatimento dell’Orso di Fontana Maora


In Trentino, dopo il drammatico incontro di padre e figlio con un orso, in arrivo una nuova ordinanza per l’abbattimento dell’animale, una vera e propria condanna a morte!

Il brutto incontro di ieri sera con un orso da parte di due persone, rimaste ferite da graffi e morsi del plantigrado – verificatasi nella zona del Monte Peller, ha portato il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti a firmare un’ordinanza di abbattimento nei confronti dell’animale.
Il plantigrado apparso all’improvviso si è avventato verso le due persone ferendole. Padre e figlio hanno raggiunto l’auto che avevano parcheggiano nei pressi di un laghetto per poi recarsi all’ospedale ‘Valli del Noce’ di Cles e raccontare la spiacevole avventura.
Va detto che aggirasi senza una guida qualificata, e per giunta di sera In una zona a 1500 mt. di altezza, dove il ripopolamento degli orsi ha avuto grande successo, (e anche per questo aspetto rappresenta una importante attrazione turistica), è una scelta perlomeno azzardata e che può comprensibilmente comportare rischi.

Ora, se in alcuni casi come la discesa ripetuta nei centri abitati a valle, l’incontro con un orso può essere considerato un rischio non accettabile, incontrare animali selvatici di grande mole nel LORO habitat naturale, in orari serali e magari andando a disturbare i loro equilibri, non può automaticamente determinare la decisione di un abbattimento.

Se una simile inaccettabile politica, evidentemente condizionata da considerazioni economiche legate all’industria turistica, venisse adottata ovunque vivono grossi mammiferi allo stato selvaggio, la loro estinzione sarebbe assicurata. Si provveda piuttosto a regolamentare le visite con guide qualificate.

Oggi gli abiti dei due feriti ed altri campioni utili ad identificare l’animale attraverso l’analisi del Dna, sono stati già inviati al laboratorio della Fondazione Mach.
Questo però non garantisce affatto che soltanto il “colpevole” venga inseguito, con grande rischio per l’incolumità della popolazione di plantigradi. Secondo l’amministrazione provinciale in Trentino, “il numero degli orsi è superiore alla possibilità del territorio e per questo sarà predisposto un piano di gestione da sottoporre al ministro Costa”. Questo tradotto significa che si potrebbe rischiare presto l’avvio della caccia grossa al plantigrado.
Fermiamo l’ordinanza e richiamiamo le autorità al rispetto e alla tutela dell’ambiente!

photo e fonte change.org

Stop al Commercio di Animali Esotici

LAV ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Sergio Costa (Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)

Gli animali esotici oggi possono essere allevati, riprodotti e venduti, ma anche essere oggetto di traffici illegali dai fini più crudeli. Come se non bastasse, il commercio di questi animali costituisce anche un potenziale rischio sanitario per le persone. Gran parte delle epidemie dell’ultimo secolo sono nate infatti da zoonosi e si sono diffuse a causa dello sfruttamento degli animali. Covid-19 compreso. Per questo chiediamo di vietare una volta per tutte la riproduzione e il commercio di tutti gli animali esotici!

Pochi mesi fa dieci tigri sono state trasportare da Latina al confine tra la Polonia e la Bielorussia, dove sono state bloccate. Una di loro non ce l’ha fatta. Ora sono salve, anche grazie al nostro intervento. Erano tutte destinate a un inesistente “zoo” in Daghestan: un terminale fittizio, forse, di orribili traffici verso la Cina, dove spesso gli animali arrivano già smembrati per essere utilizzati nella medicina tradizionale. Un recente studio ha confermato che l’Italia è uno dei principali Paesi per il commercio di tigri in Europa.

Com’è possibile che queste tigri fossero prive di ogni diritto solo perché nate in cattività, quando le loro simili nate in natura sono protette? Perché esistono animali esotici di serie B?

Il traffico di animali esotici è un business globale, secondo solo al traffico di armi e droga. Nell’Unione Europea il traffico di specie di flora e fauna protetta, e dei loro prodotti derivati, vale circa 100 miliardi di euro l’anno.

In Italia il giro d’affari è di 2 miliardi di euro l’anno.

Oltre al traffico illegale, in Italia sono allevati e commerciati legalmente anche armadilli (cugini dei pangolini), serpenti (le cui madri piene di uova vengono catturate in natura in Paesi nel sud del mondo), pappagalli e altri uccelli, ricci, salamandre, tartarughe, cani della prateria e mustelidi vari (cugini degli zibetti). Un elenco lunghissimo e preoccupante, di cui non si conosce neppure l’entità.
Molti di questi animali costituiscono anche un potenziale rischio sanitario per le persone.
È stato l’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ad affermare che “mai prima di oggi gli agenti patogeni hanno avuto così tante opportunità di passare da animali selvatici e in prigionia, alle persone”.

Ministro Costa,
l’Italia è stato uno dei Paesi più duramente colpiti dalla pandemia e deve farsi promotrice nel mondo di un importante cambiamento! Dal 5 al 9 Ottobre a Ginevra si terrà il 73° Meeting dello “Standing Committee” della CITES: un’occasione importante durante la quale potrà farsi portavoce di una richiesta di revisione profonda degli Accordi che regolano il commercio di animali esotici. Lo dobbiamo alle numerose vittime umane, ai milioni di animali e al Pianeta intero!

Per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di:

Vietare la riproduzione, la vendita e il commercio intracomunitario e di esportazione degli animali esotici nati in cattività e delle loro parti derivate (ossa, pelli, zanne).
Trasformare la Convenzione di Washington (CITES) – che regolamenta il commercio delle specie minacciate di estinzione – in un Accordo internazionale per il controllo del divieto di commercio di tutti gli animali esotici.
Creare un registro obbligatorio di tutti gli animali esotici presenti sul territorio italiano ed europeo.
Restringere immediatamente il commercio delle specie esotiche in vista di un totale e definitivo bando di tutte le specie a livello europeo.
Inasprire le pene e intensificare le attività di repressione del traffico illegale.

Contiamo su un suo deciso intervento a tutela degli animali, dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini. Grazie.

Aiutaci anche tu a fermare il commercio degli animali esotici.
Firma ora la petizione #NONTRAFFICOANIMALI e condividila con tutti i tuoi contatti!


photo – fonte e articolo LAV