Campagna #Together4Forests

Oltre 100 associazioni lanciano la campagna #Together4Forests

Per l’Italia partecipano Greenpeace, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Medforval, Istituto Oikos e WWF Italia

Oggi prende il via la campagna internazionale #Together4Forests, promossa da un gruppo di oltre 100 organizzazioni di paesi europei ed extra-europei, unite nello spronare tutti i cittadini a partecipare alla consultazione pubblica, lanciata dalla Commissione Europea, sulla deforestazione causata dai consumi europei.
L’obiettivo è di ottenere una normativa europea robusta ed efficace, capace di impedire la circolazione nel nostro continente di qualsiasi tipo di prodotto legato alla deforestazione, agli incendi, alla distruzione della natura e alle violazioni dei diritti umani perpetuati al di fuori della UE.

A questa coalizione partecipano anche le organizzazioni italiane Greenpeace, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Medforval, Istituto Oikos e WWF Italia, da sempre impegnate su questo tema e consapevoli del peso che ha anche l’Italia, specialmente nei settori alimentare, delle pelli, del legno.

È noto che gli incendi che imperversano in Amazzonia sono iniziati deliberatamente per far posto all’agricoltura industriale su larga scala e la domanda europea di materie prime prodotte su terreni che prima erano occupati dalla foresta alimenta la loro diffusione. Infatti l’UE contribuisce con una quota pari ad oltre il 10% alla distruzione delle foreste attraverso il consumo di materie prime come carni, formaggi, pellami, legname, soia per l’alimentazione animale, olio di palma, caffè e cacao.

Purtroppo il nostro carrello della spesa può facilmente riempirsi di prodotti ottenuti a discapito delle foreste e di altri rari ecosistemi. Tutto questo deve finire! Le foreste e gli altri ecosistemi di tutto il mondo sono notoriamente indispensabili per arrestare il riscaldamento globale, la diffusione di pandemie e il crollo della biodiversità. Anche i consumi europei stanno indebolendo queste difese naturali. Il movimento #Together4Forests preme l’UE affinché introduca una legge forte per tenere fuori dal mercato i prodotti che incorporano la distruzione e il degrado degli ecosistemi naturali tropicali e sub-tropicali.
E ogni cittadino può fare la sua parte sottoscrivendo la petizione sui siti web delle associazioni.

Clicca QUI per sottoscrivere la petizione e aiutarci a salvare le foreste>>

La Commissione Europea si è già impegnata a proporre una nuova normativa entro il 2021, per fermare il contributo europeo alla deforestazione. Ma per evitare che la distruzione si trasferisca dalle foreste ad altri ecosistemi naturali sottraendo loro i terreni, essa deve essere in grado di proteggere anche praterie, savane e zone umide. La legge deve anche tutelare e garantire i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Spesso questi si sono rivelati amministratori giudiziosi delle loro terre e detentori di una conoscenza cruciale per prevenire la perdita di biodiversità. Senza il loro aiuto non sarà possibile fermare la deforestazione.

photo e articolo WWF

L’Amazzonia Sull’Orlo del Punto di non Ritorno

In 10 anni abbiamo perso una superficie di foresta amazzonica pari all’Italia e a luglio 2020, solo nell’Amazzonia brasiliana, gli incendi sono aumentati del 28% rispetto allo stesso periodo del 2019
Con l’attenzione dell’opinione pubblica concentrata sulla gravissima pandemia provocata dal Covid 19 rischia di passare in secondo piano un’altra grave emergenza, quella dei grandi incendi forestali, oggi sempre più frequenti e che sembrano destinare il 2020 ad una nuova stagione di fiamme e roghi, ancora più lunga e terribile rispetto a quella vissuta lo scorso anno.
A dimostrarlo è il nuovo report “Fuochi, foreste e futuro: Una crisi fuori controllo?” realizzato dal WWF, insieme al Boston Consulting Group (BCG), dove si scopre che già ad aprile, il numero di incendi segnalati in tutto il mondo- dall’Amazzonia all’Australia passando per la Russia – era aumentato del 13% rispetto allo scorso anno. I fattori principali sono il clima sempre più caldo e secco, dovuto al cambiamento climatico, e la deforestazione, quest’ultima causata principalmente dalla conversione dei terreni per l’agricoltura. L’espansione dell’agricoltura, la conversione delle foreste in piantagioni di alberi e in pascoli, la deforestazione illegale, infatti, continuano a guidare la conversione e il degrado degli ecosistemi naturali, aumentando così il rischio di incendi, che per il 75% sono responsabilità dell’uomo.
L’AMAZZONIA SULL’ORLO DEL PUNTO DI NON RITORNO
Ma per l’Amazzonia in particolare questo non sarà solo un altro anno di incendi. Negli ultimi 10 anni, sono stati persi circa 300.000 chilometri quadrati di foresta amazzonica, pari all’intera superficie dell’Italia. Nello steso arco di tempo sono stati tagliati, andati in fumo o degradati oltre 170.000 km quadrati di foresta primaria, quella più preziosa e ricca di biodiversità, la maggior parte della quale in Brasile. Il 2019 è stato l’anno horribilis degli incendi nel mondo, con 12 milioni di ettari (120.000 chilometri quadrati) di foresta amazzonica andati in fumo. Il tasso di deforestazione, però, è ancora in costante aumento nell’Amazzonia brasiliana, dove da agosto 2019 a luglio 2020 è stato registrato un numero di alert superiore del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Gli ultimi dati, poi, mostrano che nel 2020, gli incendi nell’Amazzonia brasiliana superano di oltre il 52% la media decennale, e di quasi un quarto (del 24%) quelli degli ultimi tre anni. Nel mese di luglio, l’Istituto brasiliano di ricerca spaziale (INPE), ha registrato nella sola Amazzonia brasiliana, un aumento del 28% del numero di incendi rispetto allo stesso periodo del 2019 (6.803 incendi registrati rispetto ai 5.318 roghi di luglio 2019), principalmente causati dall’impennata dei livelli di deforestazione illegale.

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fonte, articolo e photo WWF

La tartaruga Ramona torna libera in mare

Pubblicato su you tube da WWF il 27 luglio 2020:

Il video della liberazione di Ramona, Caretta Caretta trovata nelle acque davanti alla costa di Maratea, in difficoltà per aver ingerito frammenti di plastica, e curata al Centro di Recupero Tartarughe marine di Policoro.

Video WWF.
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